Marc si sedette sul settimo gradino. I suoi pensieri si urtavano, si accavallavano oppure si allontanavano gli uni dagli altri. Come le placche della crosta terrestre, tutte impegnate a slittare su quella roba scivolosa e calda che c'è sotto. Sul mantello incandescente. È spaventosa questa storia di placche impazzite sulla superficie della terra. Non c'è verso di farle star ferme. La tettonica delle placche, si chiama così. La tettonica dei pensieri. Gli slittamenti continui e ogni tanto, inevitabilmente, il pigia pigia. Con le seccature che ne conseguono. Quando le placche si discostano, si ha un'eruzione vulcanica. Quando le placche si scontrano, idem.
sabato 25 luglio 2009
"Chi è morto alzi la mano" di Fred Vargas
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