martedì 22 settembre 2009

"Un po' più in là sulla destra" di Fred Vargas

– Tu sei buono, Ludwig, – disse Marthe. – Quando mia madre lo diceva a qualcuno, aggiungeva sempre: «Sarà la tua rovina.» E lo sai perché, eh?
Louis sorrise.

giovedì 10 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

"Capitani oltraggiosi" di Joe R. Lansdale

Mentre Leonard mi accompagnava alla mia macchina, eravamo immersi in una profonda conversazione filosofica. Lui mi parlava della sua vita amorosa, e a un tratto io dissi: - John ti piace per i suoi venti centimetri?
- Sì
- Non ti sembra una cosa un po' superficiale?
- Sì.
- Mi stai prendendo per il culo, vero?
- Sto solo dicendo che è come quando compri un burrito. Meglio grosso che piccolo.
- Le dimensioni dell'uccello non significano niente.
- E tu che ne sai? Non sei un consumatore, no?
- No, ma le donne dicono che non importa quanto ce l'hai grande.
- Le donne mentono. A te piacciono le tette?
- Cosa?
- Le tette.
- Ho già capito dove vuoi arrivare. E ti dirò che mi piacciono grandi e piccole, basta che siano per me.
- Ma quelle grandi ti piacciono?
- Sì, ma non ho intenzione di lasciarmi trascinare oltre in questa discussione. Non credo che per valere qualcosa una donna debba avere le tette grandi.
- Certo, ma se vale qualcosa e ha le tette grandi, non è meglio?
- Be', sì, ma questo non prova niente.
- Prova che ti piacciono le tette grandi.
- Ma non prova che sono importanti
- Sono sicuro che potresti amare una donna che non ti piace davvero, almeno per mezz'ora, se ha un bel paio di tette e ha voglia di scopare con te.
- Leonard...
- ho ragione?
- Non credo di essere una persona così superficiale.
- Diciamo che tu ne hai voglia, lei anche, non sembra avere cicatrici deturpanti o piaghe purulente, e ha un gran bel paio di tette. Non si tratta né di sposarla né di approfittare di lei. E' solo che è ben disposta, anche se non è troppo intelligente...
- Che palle!
- Ascoltami, per favore. Diciamo che abbia un quoziente intellettivo di... mah, non lo so. Insomma, non sta in un istituto per gente che non distingue la destra dalla sinistra, ma non è neppure sorella di Einstein.
- Questa definizione si adatta alla maggior parte di noi.
- Esatto. Hai capito benissimo. Non è più intelligente di un'impiegata postale. Hai presente, quelle che se ne stanno dietro il vetro a bocca aperta, e appena ti avvicini mettono fuori un cartello con scritto "Sportello chiuso"?
- Ho presente.
- Bene. La donna di cui parliamo è una così, ed è ben disposta. Non è bella, ma neppure un mostro. Ha le tette grandi e vuole un paio di colpi di salsiccia. Ora, vorresti dirmi che anche se non è bella e non è intelligente, non te la scoperesti?
- Va bene, potrei farlo.
- "Potrei?" Ti ci getteresti sopra come un'anatra su un verme...
Ma potrei farlo anche se non avesse le tette grandi. Basta che non sia proprio brutta.
- Quindi sei di quelli che scoperebbero qualunque donna?
- Non ho detto questo.
- Se non hai detto questo, allora hai detto che ti piaccioni le tette grandi.
- Questa è una conversazione truccata.
Leonard si fermò accanto alla mia macchina.
- A me piacciono i cazzi grossi, - continuò. - Pensaci. Una tetta realmente non serve a molto. La succhi, la soppesi con la mano, ci sfreghi la faccia contro, insomma, quello che fate voi etero. A parte il disgusto che tutto questo mi ispira, è evidente che potresti fare la stessa cosa con una palla di gomma.
- non è proprio la stessa cosa, Leonard.
- Un cazzo, invece, ha uno scopo, un missione.
- Devo andare, Leonard.